KXIP vs KKR Live Score

"Non c'è alcuna persona vivente che non vorrebbe salvare Charlie", ha detto il giudice nel corso di quella che è diventata un'udienza drammatica, in cui il legale dei genitori è arrivato anche a chiedere se non debba essere un altro giudice a esaminare queste nuove evidenze, visto che la Corte così composta aveva già rigettato il caso. Domani, i due dovrebbero unirsi a quanti consegneranno al Great Ormond Street Hospital una petizione con 350.000 firme. "Per favore continuate! La lotta non è finita #charliegard", si legge in uno dei tweet.

Per Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano la questione "è stata malposta dalla magistratura britannica fin dall'inizio", perché il problema "non è sapere se questo bambino ha delle possibilità di recupero", ma "con quale autorità la magistratura può stabilire che sia venuto il momento di morire, per un bambino".

LA DISCUSSIONE - Momenti di attrito si sono registrati anche quando il magistrato ha fatto riferimento a commenti pronunciati in passato dal padre di Charlie, sul fatto che non avrebbe voluto che il figlio continuasse a vivere nelle sue condizioni se non ci fossero state prospettive di miglioramento. "Se sta ancora combattendo allora stiamo combattendo anche noi". "Davanti al giudice, Chris Gard e Connie Yates hanno detto di voler continuare a cercare una cura per Charlie a prescindere dall'esito dell'udienza", ha riferito Alasdair Seton-Marsden, portavoce della famiglia. Il che vuol dire che il caso andrà avanti anche per la prossima settimana. "Beh, adesso di prove ne ha sentite, qualche dubbio gli è venuto, se ha deciso di convocare a Londra tutti i medici". "E il paradosso è che tanti medici stranieri gliela darebbero, mentre quelli inglesi, quelli del suo Paese, no" ha detto amareggiata la madre del bimbo, Connie Yates.

MEDICO USA - L'elettroencefalogramma del piccolo Charlie Gard "mostra una disorganizzazione dell'attività cerebrale, non un danno strutturale maggiore".

Galantino: "Dare ascolto ai genitori" - Sul caso di Charlie Gard la Chiesa italiana è tornata ad esprimersi con le parole del Segretario generale dei vescovi, Nunzio Galantino: "Bisogna dare ascolto ai genitori".

In aula i genitori hanno contestato i dati forniti dai medici dell'ospedale infantile Great Ormond Street di Londra per ciò che riguarda i danni irreparabili al cervello del bambino e la misurazione della testa del piccolo: la colotta cranica per i medici non sarebbe cresciuta negli ultimi 3 mesi fatto questa che dimostrerebbe come non vi siano per il piccolo speranze di sopravvivenza: la mamma sostiene invece che la testina sarebbe cresciuta di 2 cm.


COMMENTI